Progetti

CUS e StAbbià a Bologna per partecipare al festival “Resilienze”.

Dal 27 al 30 maggio, insieme ai pionieri del progetto StAbbià, il CUS ha partecipato al festival “Resilienze” organizzato da Kilowatt nella città di Bologna. “Fuori dal binario” è il concept della sesta edizione di Resilienze Festival, un invito a non accettare alcuna forma di riduzionismo, a partire dalle opposizioni binarie che semplificano la lettura del mondo senza offrire occasioni per capirlo veramente: non esiste infatti un bene contro un male, una natura opposta alla cultura, decisori e sudditi. E allora la sesta edizione di Resilienze Festival vuole spingerci a trovare le vie di fuga dal binario, che ci restituiscano la libertà e il potere della scelta, pensandoci all’interno di un contesto che quotidianamente contribuiamo ad allestire, di una realtà che creiamo ogni giorno tramite i nostri comportamenti e i nostri sguardi.

Quattro giorni intensi e ricchi di spunti di riflessione in cui i ragazzi hanno avuto modo di interfacciarsi con realtà associative diverse tra loro ma legate da un unico comune denominatore: la condivisione.

La prima tappa del viaggio è stata DumBo, uno spazio situato presso lo scalo ferroviario di Bologna, ormai completamente in disuso e che adesso ospita attività culturali, imprese ed associazioni. Qui siamo stati accolti da Margherita Caprilli per una chiacchierata sulla fotografia e su tutto il percorso che l’ha portata a raccontare storie di resistenza sotto forma di scatto.

Il secondo luogo di interesse è stato il Giardino del Guasto, adesso gestito dall’associazione che ne prende il nome e che ha attuato un progetto di recupero, dopo essere stato abbandonato tra gli anni ’70 e ’90. L’aria che si respira ricorda quella dei parchi dell’Europa settentrionale e la prima volta che fu costruito dall’architetto Gennaro Filippini, ci si ispirò proprio alle idee di William Robinson coniugate ai principi educativi montessoriani.

Siamo poi stati invitati alla mostra “Starz“, organizzata da Kilowatt, in cui si metteva in contrasto il lavoro artistico con le imprese e la ricerca tecnologica per creare possibili immaginari futuri. E dopo ancora, abbiamo fatto visita alla Biblioteca Salaborsa.

Infine abbiamo dedicato l’ultimo giorno al lavoro di pionieri della transizione ecologica, confrontandoci su ciò che abbiamo osservato nella città di Bologna e discutendo su come poter attuare dei lavori di rigenerazione urbana anche a Castellammare di Stabia.

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