Progetti

Finanziato il tram elettrico Gragnano – Castellammare – Torre Annunziata

Il Ministro Mara Carfagna ha firmato il Contratto Istituzionale di Sviluppo – CIS per la riconversione della nostra linea ferroviaria in un sistema di collegamento tramviario leggero. Il progetto di EAV, che vale 33 milioni di euro, prevede 4 nuove fermate intermedie tra Gragnano e Castellammare: “Pallone Geodetico”, “Cittadella della Pasta”, “Stadio Romeo Menti”, “Stabia scavi – Nodo di interscambio”, è altresì prevista la riqualificazione della fermata di Madonna delle Grazie, nel cuore del Parco Imperiale, il trasbordo con la linea vesuviana Napoli – Sorrento e l’estensione fino a Torre Annunziata. I veicoli impiegati sulla linea saranno ibridi con alimentazione diesel/elettrici.

Abbiamo ascoltato in merito l’Ing. Mario D’Avino, Direttore Produzione Servizio Ferroviario di EAV nonché RUP nominato per l’intervento ritenuto strategico per l’intero territorio che comprende i comuni di Gragnano, Castellammare di Stabia, Santa Maria la Carità e Torre Annunziata.

“Raggiungere questo obiettivo corrisponde a una svolta epocale per l’intera area. Ho avuto questa idea già qualche anno fa: realizzare un nodo di interscambio tra ferrovia e vesuviana, immaginando una soluzione che consentisse ai viaggiatori di scendere da un mezzo e salire sull’altro in maniera facilitata grazie a percorsi verticali meccanizzati (scale mobili e ascensori).

L’altra novità era proprio quella di aggiungere delle fermate intermedie, così da avere una linea in versione più smart e leggera, non più i treni della linea ferroviaria che partivano da Gragnano fuori cadenza, ma un servizio più simile a una navetta, con veicoli più leggeri, di lunghezza variabile tra i 35 e i 37 metri, che camminano sul binario e facciano appunto queste fermate intermedie. In pochi hanno creduto in questo progetto e avercela fatta è una duplice soddisfazione. Stiamo cambiando il volto di questo territorio e aprendo scenari del tutto nuovi”.

“Adesso bisogna partire con la progettazione definitiva; il Presidente EAV De Gregorio è al lavoro per sviluppare tutte le attività di intesa con RFI sia per la progettazione che per la cessione della linea, con EAV candidata a svolgere il ruolo di soggetto attuatore.”

“Per definizione il trasporto ferroviario è sostenibile, non è inquinante, e anche questo elettrico costituisce un sistema di rapporto sostenibile. Chiaramente va rivisto l’intero piano di mobilità, sia per linee private, ma anche per mezzi su gomma (taxi e bus). Questo comporterebbe un vantaggio sulla tutela ambientale, una riduzione dell’inquinamento e numerosi altri benefici.

Il nostro impegno è ancora una volta quello di migliorare l’accessibilità alla linea che ancora oggi ancora divide il territorio; invece, noi stiamo sviluppando un sistema di “tram-treno“, ovvero un tram che cammina su binari ferroviari. Le rotaie restano quelle di oggi che corrisponde a un doppio vantaggio: da una parte il tram, in teoria, potrebbe arrivare fino a Napoli (e viceversa), dall’altra Trenitalia teoricamente potrebbe continuare a fare servizio su Gragnano, ad oggi fuori dal servizio ferroviario. Questa è un’enorme novità, tra le prime in Italia, anche perché non esiste una normativa particolarmente chiara in merito.

“Il futuro? Ci aspettiamo, con questa soluzione, soprattutto un decongestionamento delle strade. Abbiamo il dovere di pensare a un importante piano urbano della mobilità: Gragnano deve diventare un hub di interscambio, in cui parcheggiare le auto private per poi utilizzare i mezzi pubblici per muoversi.

Ci piacerebbe aggiungere le piste ciclabili, visto che il tram lo consente in affiancamento non avendo i vincoli delle ferrovie, ovvero viaggia su sede riservata ma non per forza protetta.

Insomma è una rivoluzione importante, uno stravolgimento, in termini assolutamente positivi.
Poche chiacchiere e più fatti: stiamo seguendo un cronoprogramma molto stretto, siamo partiti con la progettazione definitiva, per poi procedere con l’esecutivo e infine l’appalto integrato (opere). Stimiamo 30 mesi per fare tutto, ma anche 3 anni sarebbe un ottimo risultato.
L’importante è migliorare la vita di quest’area ed è quello che faremo.

 

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