Il nostro futuro

2033: quando diremo addio alle abitazioni con classe energetica F e G

La Commissione Europea ha proposto una revisione della Direttiva Europea sulle Prestazioni degli Edifici nel dicembre 2021. Ecco una delle misure più innovative: gli edifici residenziali con le peggiori performance in ogni Paese – ovvero quelle con classe energetica F e Gdovranno scomparire dal mercato immobiliare entro il 2033.

Questa decisione rientra nella volontà dell’Unione Europea di raggiungere obiettivi climatici ambiziosi: avere un parco edilizio a emissioni zero entro il 2050.

Ad oggi nell’Unione Europea circa 30 milioni di unità immobiliari hanno l’etichetta energetica G, pertanto gli edifici residenziali seguiranno l’esempio degli edifici pubblici e non residenziali che dovranno essere ristrutturati per raggiungere classe energetica F entro il 2027 e quella E entro il 2030.

L’intento chiaramente è quello di sbarazzarsi degli edifici che consumano più energia, infatti questo passaggio dalla classe G alla E può ridurre il consumo di energia di circa il 60%. Per intenderci, una G-home consuma 10 volte più energia di un edificio a emissioni zero. Un altro motivo è proteggere i proprietari di case più vulnerabili, le cui bollette energetiche sono più sensibili al rapido aumento dei prezzi dell’energia.

Naturalmente, questo tipo di cambiamento potrebbe costituire un onere non indifferente per i cittadini, soprattutto quelle a basso reddito. Per questo motivo la Commissione prevede anche una serie di misure di sostegno che dovrebbero facilitare l’attuazione di questa direttiva.
Ad esempio:

  • Rendere gli Attestati di Prestazione Energetica più chiari, affidabili e visibili insieme all’introduzione di passaporti per la ristrutturazione di edifici e collegarli alle banche dati nazionali.
  • Mobilitare i finanziamenti per i costi di investimento iniziali fino a 150 miliardi di euro dal bilancio dell’UE fino al 2030 (fondi della politica di coesione, Fondo per il clima sociale, ecc.), dai bilanci nazionali e dai finanziatori privati.
  • Rivedere la disciplina degli aiuti di Stato in modo che possa servire meglio alla ristrutturazione energetica degli edifici.
  • Fornire supporto tecnico e informazioni ai proprietari di case, ad esempio tramite sportelli unici.

Qui più dettagli.

 

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